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Nuovi termini detrazione IVA acquisti

Nuovi termini detrazione IVA acquisti

  

La Manovra Correttiva (D.L. 50/2017) ha modificato il termine entro cui:

  • esercitare il diritto alla detrazione (art. 19 DPR 633/72);
  • registrare le fatture d'acquisto (art. 25 DPR 633/72).

La Manovra Correttiva ha modificato il termine entro cui è possibile esercitare il diritto alla detrazione dell'Iva sugli acquisti: non più entro la dichiarazione relativa al 2° anno successivo a quello in cui è sorto il diritto alla detrazione, ma entro la dichiarazione relativa all'anno in cui il diritto alla detrazione è sorto[1].

In base alla nuova regola, supponendo di aver acquistato beni a ottobre del 2017, e di aver ricevuto la relativa fattura a novembre 2017, il diritto a detrarre l'Iva scade con i termini di presentazione del modello IVA 2018, periodo d'imposta 2017 (anno in cui il diritto alla detrazione è sorto), quindi entro il 30.04.2018. Secondo la regola precedente, invece, il diritto alla detrazione sarebbe scaduto più tardi, con il Modello IVA 2020 relativo al periodo d'imposta 2019.

Il D.L. 50/2017 ha modificato anche l'art. 25 del DPR 633/72, relativo ai termini di annotazione nel registro IVA delle fatture d'acquisto, prevedendo che la registrazione delle fatture di acquisto debba avvenire anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.

La restrizione del termine per l’esercizio della detrazione disposta dal dl n. 50/2017 non ha effetto retroattivo, ma si applica a decorrere dalle fatture del 2017. Rimane quindi possibile, per gli acquisti pregressi, esercitare il diritto nel più ampio termine previsto prima della modifica, ossia entro la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto.

In sostanza, i contribuenti che non avessero ancora operato la detrazione dell’imposta divenuta esigibile nel 2015 e nel 2016, possono ancora farlo, rispettivamente, fino alle dichiarazioni annuali che saranno presentate nel 2018 e nel 2019, in base alla disposizione dell’art.19, 2 comma 1, del dpr n.633/72 nella versione anteriore alla modifica apportata dall’art.2 del dl n.50/2017.

Invece, le fatture ricevute nel 2018 – la cui esigibilità è sorta nel 2017 – dovranno essere registrate nei registri IVA 2018 con riferimento di detrazione 2017.

Gli importi registrati nel 2018:

  • saranno riepilogati separatamente da quelli rilevanti per le liquidazioni 2018;
  • andranno indicati in dichiarazione IVA nei quadri VF e VL unitamente a quanto registrato nel 2017.

Il coordinamento delle due norme presenta diverse criticità. Riprendendo il caso di fatture emesse ad ottobre 2017 ma ricevute a maggio 2018, in base alla nuova formulazione dell'art. 25 tali fatture dovrebbero essere registrate entro il 30.04.2019, termine di presentazione della dichiarazione annuale IVA relativa al 2018 (2018 infatti è l'anno di ricezione della fattura). Ciò però è in contrasto con il principio espresso dall'art. 19, secondo cui la detrazione deve esercitarsi nel periodo d'imposta in cui si verifica l'esigibilità (che nel caso specifico sarebbe il 2017), con scadenza ultima al 30.04.2018 (termine di presentazione della dichiarazione IVA 2018 relativa al periodo d'imposta 2017).

Si attendono, pertanto, chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

 

[1] Il diritto alla detrazione sorge nel momento in cui l'IVA è esigibile, ossia quando l'operazione si considera effettuata ai fini Iva, e quindi: per le cessioni di beni, al momento della consegna o spedizione, oppure anteriormente se a tale data è emessa fattura, pagato in tutto o in parte il corrispettivo, limitatamente all'importo fatturato o pagato; per le prestazioni di servizi, all'atto del pagamento del corrispettivo, o anteriormente se sia stata emessa la fattura o pagato un acconto, limitatamente all'importo fatturato o pagato.

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